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Riqualificazione
del grattacielo
“Torre Velasca” -
Riqualificazione
del grattacielo
“Torre Velasca” -
Riqualificazione
del grattacielo
“Torre Velasca”
Rigenerazione urbana
per un edificio
simbolo di Milano
Una torre viva, pulsante e dinamica
Icona dell’architettura moderna italiana e presenza inconfondibile nello skyline milanese, la Torre Velasca è stata attentamente restaurata in sinergia con la Soprintendenza, valorizzandone la preziosa eredità storica in chiave contemporanea e regalando alla città un vivace spazio multifunzione di scambio e interazione sociale.
Lo Studio Ferraresi, subentrato a cantiere avviato, ha svolto l’impegnativa direzione lavori che ha richiesto una grande dedizione sia per armonizzare le preesistenze con le tecnologie attuali che per coordinare un grande numero di attori e professionalità.
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Tipologia:
uffici/residenze/commercio
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Localizzazione:
piazza Velasca 3-5, Milano
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Anno:
2023-2024
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Committente:
Hines Italia (developer per Prelios SGR)
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Budget:
45 mln €
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Tipologia:
uffici/residenze/commercio
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Localizzazione:piazza Velasca 3-5, Milano
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Anno:2023-2024
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Incarichi svolti (Andrea Ferraresi):
Direzione lavori generale (per conto di Tekne Spa)
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Progetto architettonico:
Asti Architetti, CEAS (restauro facciate e strutture)
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Progetto impianti:
ESA Engineering
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Superficie lorda di pavimento:
20.000 mq
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Committente:
Hines Italia (developer per Prelios SGR)
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General contractor:
Ars Aedificandi
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Serramenti:
Tecnomont
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Budget:
45 mln €
Caratteristiche
del progetto
Un simbolo della rinascita italiana
Realizzata tra il 1956 e il 1958 dallo studio BBPR, nella stagione più celebre della creatività “made in Italy”, la Torre Velasca è una tappa fondamentale della storia dell’architettura del Novecento e un simbolo di una metropoli in perenne trasformazione ma in grado anche di riflettere sulle proprie radici storiche. Il progetto di riqualificazione di questo grattacielo in stile neoliberty di 27 piani, dall’originale forma “a fungo”, è stato realizzato da Asti Architetti per conto del global developer Hines Italia, riaggiornando in chiave contemporanea e sostenibile i principi di integrazione nel contesto urbano del progettista Ernesto N. Rogers.
Le destinazioni iniziali del grattacielo (residenze, uffici e commercio) sono state mantenute ma completamente ripensate nei layout e integrate da due ristoranti al 17° e 18° piano, una palestra e un’area wellness. Gli uffici (che occupano come in origine i piani dal 2° al 16°) sono stati riconfigurati a open space a disposizione dei tenant, mentre gli appartamenti ai piani 18°-26° sono stati trasformati in unità immobiliari di prestigio.
Conservazione dell’eredità storica
Trattandosi di un edificio storico soggetto a vincolo dal 2012, il progetto di restauro e riqualificazione è stato elaborato in sinergia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Le facciate esterne e le travature oblique del modulo superiore aggettante sono state completamente restaurate e consolidate, restituendo alle superfici in cemento e graniglia di porfido rosa i colori originali ricostruiti tramite accurate analisi storiche e materiche.
Anche per parte degli interni sono state effettuate attente scelte di conservazione, in accordo con le richieste della Soprintendenza. Gli uffici ai piani 4° e 15°, per esempio, hanno mantenuto sia la distribuzione interna che le finiture anni Cinquanta, mentre negli appartamenti ai piani alti è stata preservata la tipologia voluta in origine dai progettisti.
Perfetto equilibrio tra restauro e innovazione
Un team di artigiani specializzati ha permesso di salvaguardare le finiture e gli impianti disegnati dai BBPR, riproducendoli filologicamente quando necessario con tecniche e materiali d’epoca: dalle porte interne alle rubinetterie, dalle maniglie alle piastrellature, dalle scale interne alle pavimentazioni in seminato a quelle sintetiche.
Il recupero è stato condotto in un delicato equilibrio con l’integrazione delle tecnologie impiantistiche più avanzate. In tutti gli ambienti il grattacielo è stato dotato di impianti e finiture moderni che rispondono a standard elevati in termini di qualità, sostenibilità ed efficienza energetica, con l’obiettivo di soddisfare i parametri ESG e ottenere la certificazione LEED Gold.
Un magnete a scala urbana
La riqualificazione si è estesa infine alla piazza circostante la torre, pensata già in origine come uno spazio ad alta vivibilità e completamente ridisegnata in funzione pedonale, con aree verdi e di socializzazione che rendono la nuova Torre Velasca una meta attraente a scala urbana. Con la piazza e l’ingresso di nuove attività commerciali la torre è rinata come un organismo vivo, dinamico e pulsante aperto alla città.
Oltre ad essersi meritato un generale apprezzamento per il suo valore esemplare nella storia del restauro delle architetture iconiche del Novecento italiano, l’intervento ha riscosso un grande successo commerciale, con un alto tasso di locazione dei nuovi spazi residenziali e direzionali a cantiere ancora aperto e l’ingresso di società di prestigio quali Excellera, Signature e Studio Inzaghi nella zona uffici, la storica Pasticceria San Carlo al piano terra e due ristoranti del gruppo Sunset Hospitality ai piani 17° e 18°.
Direzione lavori a 360 gradi
Lo Studio Ferraresi è stato coinvolto da Tekne Spa in questa importante operazione per la direzione lavori generale, incarico per il quale era richiesto uno specialista con un’esperienza consolidata su cantieri di grande estensione e complessità. Andrea Ferraresi è subentrato a lavori già iniziati, con lo strip-out e la bonifica interna già compiuti.
La sfida più rilevante ha riguardato il coordinamento di una pluralità di operatori con specializzazioni molto differenti, considerata la grande varietà di scale di intervento che andavano dal restauro delle finiture interne alla riconfigurazione architettonica di interi piani per uffici, dall’inserimento di tecnologie impiantistiche e domotiche avanzate al ripristino delle autorimesse interrate fino alle sistemazioni urbane esterne. Aspetti tecnici e architettonici, storico-artistici e tecnologici hanno dovuto essere attentamente bilanciati dalla direzione lavori per rispettare i tempi di cantiere ottenendo un risultato all’altezza delle aspettative di investitori, tenant e mondo della cultura.
Un cantiere esteso in piano e in verticale
Una grande sfida derivava anche dall’estensione non indifferente della torre – oltre 20.000 mq suddivisi tra 800 unità immobiliari originarie di cui 72 residenziali, distribuite su 27 piani più due interrati – in rapporto ai mezzi meccanici a disposizione.
Non essendo possibile, per l’altezza, la forma del grattacielo e i vincoli sulla piazza, installare gru a torre si è potuto utilizzare un solo montacarichi esterno, poiché gli altri 7 vani ascensori non consentivano modifiche tali da garantire l’utilizzo come mezzi di sollevamento dei materiali ai piani. Questo vincolo impiantistico ha richiesto un’accurata programmazione dei viaggi per i materiali e la manodopera.
Personalizzazione dei lavori e del restauro
In questo contesto non semplice, particolare impegno hanno richiesto le finalizzazioni per le consegne anticipate di vari tenant e le personalizzazioni negli allestimenti richieste dai tenant ai singoli piani, ciascuno con esigenze specifiche correlate al proprio settore di business.
Un ultimo aspetto, ma non meno importante, è stata la gestione delle decine di maestranze artigiane impiegate nel restauro o nella riproduzione delle raffinate soluzioni di design d’interni ideate da Rogers e dal suo studio negli anni Cinquanta. Si trattava di norma di fornitori altamente specializzati e con tempistiche di produzione lunghe, che hanno richiesto un’attenta pianificazione del lavoro e delle consegne.
Un magnete a scala urbana
La riqualificazione si è estesa infine alla piazza circostante la torre, pensata già in origine come uno spazio ad alta vivibilità e completamente ridisegnata in funzione pedonale, con aree verdi e di socializzazione che rendono la nuova Torre Velasca una meta attraente a scala urbana. Con la piazza e l’ingresso di nuove attività commerciali la torre è rinata come un organismo vivo, dinamico e pulsante aperto alla città.
Oltre ad essersi meritato un generale apprezzamento per il suo valore esemplare nella storia del restauro delle architetture iconiche del Novecento italiano, l’intervento ha riscosso un grande successo commerciale, con un alto tasso di locazione dei nuovi spazi residenziali e direzionali a cantiere ancora aperto e l’ingresso di società di prestigio quali Excellera, Signature e Studio Inzaghi nella zona uffici, la storica Pasticceria San Carlo al piano terra e due ristoranti del gruppo Sunset Hospitality ai piani 17° e 18°.
Direzione lavori a 360 gradi
Lo Studio Ferraresi è stato coinvolto da Tekne Spa in questa importante operazione per la direzione lavori generale, incarico per il quale era richiesto uno specialista con un’esperienza consolidata su cantieri di grande estensione e complessità. Andrea Ferraresi è subentrato a lavori già iniziati, con lo strip-out e la bonifica interna già compiuti.
La sfida più rilevante ha riguardato il coordinamento di una pluralità di operatori con specializzazioni molto differenti, considerata la grande varietà di scale di intervento che andavano dal restauro delle finiture interne alla riconfigurazione architettonica di interi piani per uffici, dall’inserimento di tecnologie impiantistiche e domotiche avanzate al ripristino delle autorimesse interrate fino alle sistemazioni urbane esterne. Aspetti tecnici e architettonici, storico-artistici e tecnologici hanno dovuto essere attentamente bilanciati dalla direzione lavori per rispettare i tempi di cantiere ottenendo un risultato all’altezza delle aspettative di investitori, tenant e mondo della cultura.
Un cantiere esteso in piano e in verticale
Una grande sfida derivava anche dall’estensione non indifferente della torre – oltre 20.000 mq suddivisi tra 800 unità immobiliari originarie di cui 72 residenziali, distribuite su 27 piani più due interrati – in rapporto ai mezzi meccanici a disposizione.
Non essendo possibile, per l’altezza, la forma del grattacielo e i vincoli sulla piazza, installare gru a torre si è potuto utilizzare un solo montacarichi esterno, poiché gli altri 7 vani ascensori non consentivano modifiche tali da garantire l’utilizzo come mezzi di sollevamento dei materiali ai piani. Questo vincolo impiantistico ha richiesto un’accurata programmazione dei viaggi per i materiali e la manodopera.
Personalizzazione dei lavori e del restauro
In questo contesto non semplice, particolare impegno hanno richiesto le finalizzazioni per le consegne anticipate di vari tenant e le personalizzazioni negli allestimenti richieste dai tenant ai singoli piani, ciascuno con esigenze specifiche correlate al proprio settore di business.
Un ultimo aspetto, ma non meno importante, è stata la gestione delle decine di maestranze artigiane impiegate nel restauro o nella riproduzione delle raffinate soluzioni di design d’interni ideate da Rogers e dal suo studio negli anni Cinquanta. Si trattava di norma di fornitori altamente specializzati e con tempistiche di produzione lunghe, che hanno richiesto un’attenta pianificazione del lavoro e delle consegne.
Particolarità
dell’intervento
L’intervento, uno dei più rilevanti degli ultimi anni nel campo del restauro e della riqualificazione del moderno, ha beneficiato della capacità dello Studio Ferraresi di armonizzare i vincoli di tutela storico-architettonica con le caratteristiche impiantistiche e tecnologiche necessarie a garantire la sostenibilità, la sicurezza e la performance di edifici di queste dimensioni.
Il progetto di riqualificazione ha ottenuto vari riconoscimenti, tra cui la menzione d’onore al THE PLAN Real Estate Award 2023.