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Trasformazione del Palazzo
delle Assicurazioni Generali -
Trasformazione del Palazzo
delle Assicurazioni Generali
Una complessa
ridestinazione funzionale
Il blocco di uffici e abitazioni alto sette piani, che occupa un intero isolato, era stato realizzato nel 1937-1948 per le Assicurazioni Generali su progetto di Enrico Griffini. Considerato l'ultimo prestigioso edificio in stile novecentista nella storia di Milano, era noto per ospitare l’elegante Cinema Capitol e la frequentata pasticceria Alemagna. A metà degli anni Novanta la proprietà ha deciso di trasformare radicalmente i primi due piani fuori terra e i due interrati per insediarvi un centro commerciale in prossimità del “quadrilatero della moda”.
Lo Studio Ferraresi ha seguito la direzione lavori, elaborato preventivi e contabilità ed effettuato l'assistenza di cantiere.
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Tipologia:
Commercio
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Localizzazione:
via Manzoni/via Croce Rossa/via Pisoni/via dei Giardini, Milano
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Anno:
1995-1998
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Committente:
Gruppo Assicurazioni Generali
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Tipologia:
Commercio
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Localizzazione:
via Manzoni/via Croce Rossa/via Pisoni/via dei Giardini, Milano
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Anno:
1995-1998
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Incarichi svolti (Angelo Ferraresi):
- Direzione lavori
- Capitolati e contratti
- Coordinamento tra gli operatori e i professionisti coinvolti
- Preventivazione
- Contabilità e controllo del budget
- Coordinamento dei rapporti con gli inquilini
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Progetto architettonico:
arch. Lucio Zucchi, arch. Federica Zucchi (ristrutturazione e adeguamento tecnologico ex cinema Capitol); Gabellini Sheppard Associates (allestimento Armani/via Manzoni 31)
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Progetto strutturale:
ing. Claudio Dotti
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Progetto impianti:
ing. Peter Harasser
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Superficie lorda di pavimento:
8000 mq (spazi commerciali 6000 mq)
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Committente:
Gruppo Assicurazioni Generali
Caratteristiche
del progetto
Un grande magazzino in miniatura
Il mall, oggi in parte modificato e interamente dedicato al brand Armani con i vari reparti dell’Emporio, bar, ristoranti e un luxury hotel, occupa circa 8000 mq su quattro livelli. Elemento di spicco del progetto originario era la galleria a forma di croce al piano terreno che rendeva permeabile l’edificio su ogni lato richiamando la Galleria Vittorio Emanuele, il più celebre “passage” commerciale di Milano. Attorno ad essa si aprivano gli ampi spazi retail di quello che era stato definito all’epoca “il più piccolo (ed elegante) dei grandi magazzini”, a cui si aggiungevano al primo piano interrato uno store dedicato all'elettronica di consumo e al secondo i sottoservizi. Il percorso interno era movimentato da due atri a tutta altezza, tra cui un'ampia rotonda ricavata al posto della sala del cinema, che ospitavano i sistemi di risalita meccanica e grazie ai lucernari sovrastanti creavano zone di luminosità soffusa filtrata da sottili schermi tessili.
Particolarmente raffinato era l'allestimento degli spazi di vendita e di circolazione su progetto di Gabellini Sheppard Associates, caratterizzato da uno stile minimalista e da una ricercata cura per i dettagli.
Milestones
del progetto
Demolizione del cinema
La trasformazione, progettata dall’architetto Lucio Zucchi con l’architetto Federica Zucchi e preceduta da un complesso iter burocratico-amministrativo, ha comportato una paziente opera di svuotamento dei piani bassi, tra cui la sala cinematografica, e la creazione di nuovi ambienti che sono stati messi a disposizione dei nuovi inquilini “al rustico”.
L'intervento di demolizione si è rovelato una vera sfida a causa della dimensione delle strutture, tanto da richiedere l’impiego combinato di più tecnologie. Un'altra criticità era la presenza di vari inquilini ai piani superiori (attività commerciali, studi professionali e abitazioni), che ha richiesto vari accorgimenti per ridurre il disturbo del cantiere. Terminata la demolizione si è scavato fino a una quota di 9 m sotto il piano stradale, lasciando temporaneamente al vivo una parete perimetrale alta oltre 40 m tra il secondo piano interrato e il tetto dell'edificio per sorreggere la quale sono state allestite adeguate opere provvisionali.
Riconfigurazione degli spazi
Infine si è provveduto alla ricostruzione, conservando alcune strutture come le scale e i lucernari a cupola che costituivano la copertura del cinema. La galleria a croce, inizialmente pensata come un grande shopping mall, è stata ridimensionata per volontà dei committenti, mantenendone tuttavia la funzione di elemento connettivo interno al blocco. Particolare attenzione è stata dedicata infine al coordinamento di un grande numero di fornitori, prevedendo appalti separati e tempi di intervento scaglionati per agevolare le operazioni di cantiere.
Particolarità
dell’intervento
L’estensione dell’intervento, la qualità dellle soluzioni architettoniche e il grande numero di attori coinvolti hanno richiesto un impegno complesso da parte dello Studio Ferraresi, attivo in contemporanea sui tre fronti della direzione lavori, del coordinamento generale e dei rapporti con gli inquilini.